Quanto vale il Food System in Italia

Il più grande settore economico del mondo.

food-system-in-italia
Sarà la scia lasciata dall’Expo 2015, sarà che il cibo ha sempre fatto parte della nostra cultura. Sarà che ci sono delle esigenze, un estremo bisogno di cambiamento e di soluzioni per combattere le piaghe che stanno mettendo a dura prova il nostro pianeta come i cambiamenti climatici, i prodotti alimentari di qualità, l’aumento della popolazione. Mai come in questo momento l’innovazione parla di alimentazione, agricoltura e sostenibilità. Concetti che fanno da cardine a Seeds&Chips, il primo summit internazionale sulla Food innovation fatto in Italia, pensato e realizzato da Marco Gualtieri, fondatore di TicketOne e  imprenditore innamorato dell’Italia. Così innamorato da investire  direttamente, per dare a tutti la possibilità di connettere l’eccellenza  italiana del settore con il mondo. Un evento ambizioso. Un appuntamento che parte da alcuni presupposti chiave, che nessuno in Italia può permettersi di ignorare. Problemi reali che necessitano di soluzioni concrete e che spingono startup e investitori a concentrarsi più che mai sul tema.

Quanto vale il Food System in Italia
Il Food system è un settore vitale per l’uomo, ed è il più grande  settore economico del mondo. Impiega il 40% della forza lavoro globale e  vale più di 5mila miliardi di euro. Quasi 6 miliardi di euro sono stati  investiti nel 2015 nel settore. In questo scenario l’Italia, a livello  mondiale, detiene 4 primati nel settore agroalimentare: sicurezza  alimentare; sostenibilità; produzione di ricchezza; produzione di  prodotti biologici. Lo ha sottolineato il presidente di Unioncamere. Lo  dicono i numeri. Il fatturato del settore è pari a oltre 130 miliardi di euro e contribuisce per il 13,4% al Pil nazionale, con un valore complessivo di 208 miliardi di euro. L’Italia è il secondo Paese in Europa per superficie agricola dedicata al biologico, pari più di 1 miliardo di ettari con più di 52mila agricoltori; ed è il settimo Paese  al mondo per le produzioni biologiche, con un mercato che vale più di 3  miliardi di euro. Dimensioni e ruoli strategici di sviluppo che è impossibile ignorare. Sono questi i motivi per cui l’Italia, nel settore, non conosce crisi sui mercati internazionali. Nel 2015, il valore dell’export di prodotti agroalimentari italiani è  stato di 36 miliardi di euro (+7,3% rispetto al 2014), di cui 24  miliardi destinati all’Europa; 4 all’America settentrionale (+17,8); 2,2  all’Asia centrale (+10,2%); 1,7 in Medio Oriente (+25%).
Tutti dati in crescita. Al crescere del livello di maturità digitale, cresce del 21% la percentuale  delle piccole imprese che esportano e del 15% quello delle medie  imprese. Le piccole imprese digitalizzate che esportano realizzano, in  media, il 24% del loro fatturato attraverso e-commerce diretto estero.  Le medie imprese, il 39%. Digitalizzazione non vuol dire solo e-commerce o acquisire un’app. Significa realizzare una strategia precisa, completa, che integri innovazioni capaci di diventare leve di  competitività delle imprese sui mercati internazionali.

L’innovazione del Food System
Mai come adesso abbiamo accesso ad un’infrastruttura tecnologica capace di suggerire soluzioni innovative alle sfide che il pianeta ci impone: Internet of things applicato al cibo; agricoltura di precisione, che  permette un risparmio economico, ma soprattutto un risparmio per  l’ambiente a vantaggio di salute e maggiore produttività;  Controlled environment agricolture (Cea), che riguarda tecniche di  produzione senza utilizzo del suolo, idroponica, aeroponica e acquaponica; stampanti 3d; nuovi cibi, super cibi e nutraceutica, ossia  alimenti con minor impatto ambientale, con maggiori elementi nutrizionali e benefici, derivati da piante fino ad ora sconosciute o  limitatamente utilizzate; tracciabilità e riconoscibilità;  smart packaging; precision nutrition e precision cooking; smart kitchen; sharing economy; e-commerce. Sono questi gli strumenti su cui è necessario puntare per cambiare il pianeta e per riuscire a risolvere le problematiche importanti alle quali non possiamo più voltare le spalle. Seeds&Chips si svolgerà a Milano (Milano congressi) dall’11 al 14 maggio 2016. Un appunto non solo per investitori e startup, ma anche per chi vuole riflettere sul proprio futuro.

Fonte Diario Innovazione a cura di Valentina Ferrero

Leave a Reply

Your email address will not be published.